Coppie in quarantena: strategie di sopravvivenza

Così scrive Massimo Gramellini sul Corriere il 26 marzo 2020:

“La reclusione della famiglia ristretta è un esperimento sociale, uno dei tanti in corso. Come se dentro ogni casa andasse in onda un’edizione straordinaria del Grande Fratello, ma senza telecamere (per ora) e tra persone che si conoscevano da prima e fin troppo bene. O almeno così credevano. Costrette a viversi addosso, quante si lasceranno appena sarà possibile uscire? La Cina, che ci precede di alcuni mesi anche in questo, segnala un’impennata dei divorzi”.

Gramellini forse non sa che un certo John Gottman, dell’Università di Washington, un esperimento del genere l’ha fatto, alla fine degli anni ottanta.Costruì il LoveLab: un appartamento, entro il quale invitava le coppie a trascorrere un intero fine settimana, come se fossero in vacanza in un bed and breakfast. Con la differenza che erano osservati attraverso tre telecamere fissate alle pareti, e da un team di ricercatori da dietro una finestra unidirezionale.

Il suo team ha osservato centinaia di coppie, in una ricerca durata circa trent’anni. Hanno scrutato i modi di interagire dei coniugi, come fossero al microscopio.

Cercavano di scoprire che cosa potesse far prevedere un matrimonio felice e duraturo, o piuttosto una possibile separazione nell’arco dei successivi sei anni.

A detta dei ricercatori, hanno ottenuto una capacità di fare corrette previsioni al 90%.

In un periodo come questo, per le coppie in quarantena, può forse essere utile gettare nuovamente un’occhiata a questi risultati.

Quattro fattori predittivi della fine di una relazione:

I Quattro Cavalieri dell’Apocalisse

I ricercatori hanno concluso che la presenza di questi quattro atteggiamenti logora progressivamente la relazione fino a portarla ad una inevitabile rottura:

  • critiche: dar voce alle proprie lamentele, insoddisfazioni e bisogni riconducendo il problema ai difetti caratteriali dell’altro. Si tratta di tutti i Messaggi – Tu: “Tu non fai mai…..” “Tu sei …..egoista, disattento, …”
  • disprezzo: si esprime mettendosi in una posizione di superiorità nei confronti dell’altro, denigrandolo o rivolgendosi a lui/lei con sarcasmo
  • mettersi sulla difensiva: di fronte ad un problema o incomprensione ciascuno cerca di difendere se stesso invece che cercare di comprendere le motivazioni dell’altro e cercare una soluzione comune.
  • ostruzionismo: si tratta dell’atteggiamento per cui uno dei due partner comincia ad evitare di esprimere e reagire in qualsiasi modo alle provocazioni dell’altro, barricandosi nel silenzio ed evitandolo.

Questi atteggiamenti rappresentano degenerazioni di conflitti che non vengono gestiti. Esistono infatti una serie di accorgimenti per cercare di contenere il conflitto entro certi limiti. Senza questi accorgimenti, esso degenera e porta entrambi ad utilizzare i comportamenti sopraelencati, per difendere se stesso e attaccare l’altro.

Istruzioni fondamentali per contenere e gestire i conflitti

In questo periodo, per via della reclusione e dell’abbondanza di tempo passato assieme, è più probabile che i conflitti possano sfuggire di mano, soprattutto in coppie molto “calde”, “litigiose”.

In breve, alcune indicazioni per contenere il conflitto:

  • Lamentarsi sì, ma non criticare! Vi è una differenza sostanziale tra esprimere il proprio disappunto o malessere per una situazione o per un atteggiamento dell’altro, e attaccarlo con critiche sul suo carattere e il suo valore. Si tratta di sostituire i Messaggi – Io (“Io sono molto irritata per questo”) ai Messaggi – Tu (“Sei veramente un ****). L’impatto sull’andamento della comunicazione cambia completamente.
  • Parlare di quello che succede con chiarezza, indicando esattamente cosa ci infastidisce o far stare male ADESSO. E’ vietato l’uso delle parole sempre e mai: “sei sempre il solito, fai sempre così, non fai mai”. Per capirci, frasi come “Non mi coccoli mai” o ” Non facciamo mai l’amore” dovrebbero trasformarsi in “Vorrei un tuo abbraccio adesso” o “Desidero fare l’amore con te”.
  • utilizzare, e accogliere, i tentativi di riparazione, ovvero quando uno dei due si accorge che i toni si stanno scaldando troppo, può proporre di calmarsi, di fare una pausa, di provare a far calare la tensione. Compito dell’altro è cogliere il segnale. Molte coppie inventano dei segnali bizzari, originali e completamente propri!
  • riconoscere in sè e nell’altro la sensazione di soffocamento e interromperla. Il conflitto accesso fisiologicamente ad un certo punto conduce ad un livello di stress fisico ed emotivo eccessivo. A quel punto la cosa migliore è interrompere la discussione. Al nostro corpo, per riprendersi da quella sensazione, sono necessari almeno venti minuti.

Queste le indicazioni fondamentali per contenere i rischi della degenerazione del conflitto. In un prossimo articolo troverete anche quelle per cercare di trovare una soluzione, un compromesso

I fattori predittivi di una relazione duratura: l’intelligenza emotiva della coppia

Ciò che rende più probabile la durata e il benessere di una relazione non è solo la mancanza degli atteggiamenti distruttivi elencati sopra, ma anche e soprattutto l’attuazione di comportamenti che alimentano le componenti positive della relazione. Gottman definì questa capacità “intelligenza emotiva” della coppia.

“Non si può solo togliere il freddo, bisogna mettere il caldo”, recitava un vecchio saggio.

L’abbiamo ripetuto spesso, cercando di sfatare il mito dell’amore, secondo il quale l’amore basterebbe a se stesso e dovrebbe fare tutto da solo, una volta che abbiamo avuto la fortuna di accoglierlo nella nostra vita.

Le coppie emotivamente intelligenti attuano intenzionalmente dei comportamenti che alimentano l’amore. Ciascuno dei partner coltiva i propri sentimenti positivi verso l’altro attraverso dei comportamenti consapevoli.

I comportamenti proattivi

Come si alimentano consapevolmente i sentimenti positivi all’interno della relazione?

  • esprimendo il proprio apprezzamento per l’altra persona. Ricordando tanto a se stesso quanto all’altro cosa e perchè ci piace, cosa ci fa stare bene. Esprimendo gratitudine e soddisfazione quando la prova. Se lo si fa solo quando e se viene spontaneo, lo si fa troppo poco. Viviamo in una società e in una cultura in cui ci viene più spontaneo esprimerci rispetto a quello che non va, alle cose negative, mentre le cose positive le diamo per scontate. Questo non aiuta la coppia.
  • alimentando la conoscenza reciproca, non dandosi mai per scontati. Alimentando la curiosità verso l’altro: cosa vive e cosa sente, quali sono i suoi interessi e i suoi obiettivi, le sue aspirazioni, i suoi sogni, le sue paure. Siamo esseri in continua evoluzione e cambiamento, non abbiamo mai finito tanto di crescere quanto di conoscere noi stessi e l’altro.
  • condividendo progetti e creando significati condivisi. Un buon equilibrio nella coppia prevede la coesistenza di differenze tra i partner ma anche la presenza di elementi in comune: essi possono esserci a priori, similitudini che ci portano a riconoscerci al momento dell’incontro. Tuttavia, possono e anzi devono essere costruiti e coltivati. Progettare assieme, dalle piccole alle grandi cose della vita, condividere esperienze e confrontarsi sul significato delle cose e sui valori: sono modi per farlo, e sicuramente questo periodo di coppie in quarantena è una grande opportunità in questo senso.
  • avvicinandosi, non allontanandosi: per Gottman, un segno inequivocabile dell’intelligenza emotiva delle coppie, è la capacità di rimanere connessi: le coppie che nell’arco delle 24 ore passate nel Lovelab mostravano più volte attenzioni reciproche, modi di rivolgersi l’uno all’altro, anche banali, si sono rivelate quelle con e relazioni più durature nel corso dei follw-up. Tuttavia, la giusta vicinanza è un equilibrio tra distanza e vicinanza. Essa varia per ogni coppia e dipende dalle esigenze personali dei partner e da come riescono a rispettarle entrambe. E’ bene ricordarsi che il benessere della coppia dipende anche dalla capacità dei partner di tutelare i reciproci spazi personali.

    Quest’ultimo equilibrio probabilmente è quello maggiormente messo a rischio dall’attuale situazione in cui molte coppie in quarantena faticano a mantenere la giusta distanza, oltre alla forzata vicinanza. La rete prolifera di consigli ed esempi in cui coppie in quarantena inventano i più svariati modi per tutelare i reciproci spazi personali all’interno delle 4 mura condivise. Anche qui, non esistono ricette, ma la creatività di ciascuna coppia può aiutare a trovare soluzioni adatte.

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